Una Sfida fuori dal comune

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La protezione antincendio Inim al servizio di uno dei mulini più grandi d’Europa, De Hompesche Molen.

De Hompesche Molen, situato a Stevensweert nei Paesi Bassi, è il mulino a vento più alto della provincia di Limburgo, con un’altezza di oltre 37 metri. Costruito nel 1722, questo imponente mulino ha svolto un ruolo centrale nella macinatura del grano per quasi tre secoli e oggi è una popolare attrazione turistica. Nonostante la sua funzione principale sia cambiata, il mulino continua a svolgere dimostrazioni mensili della tradizionale macinatura, offrendo ai visitatori un’esperienza unica della storia agricola e ingegneristica olandese. Tuttavia, un edificio così antico e operativo presentava sfide significative in termini di sicurezza, specialmente per quanto riguarda la prevenzione degli incendi. La gestione della sicurezza in un ambiente dove la polvere di farina può innescare falsi allarmi o alimentare potenziali incendi richiedeva un sistema antincendio innovativo ed avanzato. Per affrontare queste criticità e per rispondere a queste esigenze, è stata implementata una soluzione tecnologica all’avanguardia fornita da Inim, leader nel settore della sicurezza antincendio.
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De Hompesche Molen

Il De Hompesche Molen con i suoi 37 metri di altezza

Costruito in una posizione strategica su una piccola altura, il De Hompesche Molen sfrutta al massimo l’esposizione al vento. Le sue maestose pale, con un diametro di 26 metri, convertono l’energia eolica in movimento rotatorio. Questo aziona direttamente l’albero centrale e trasmette il moto alle macine, rendendo possibile la lavorazione quotidiana di grandi quantità di grano.

L’interno del De Hompesche Molen

All’interno del mulino, il grano viene introdotto in una tramoggia che lo convoglia lentamente verso il cuore della macina in pietra. Qui, due grandi dischi sovrapposti — uno fisso e uno rotante — lo schiacciano progressivamente fino a trasformarlo in farina. Un processo ingegnoso, interamente meccanico, che affonda le radici nella tradizione molitoria secolare.

Le sfide del sito storico e la soluzione di Inim

Il mulino, con la sua maestosa struttura in mattoni e legno, richiedeva una protezione antincendio che fosse in grado di rispondere a particolari necessità. La polvere di farina, prodotto naturale della macinatura, è estremamente volatile e può rappresentare un duplice rischio per la sicurezza antincendio: Polveri così sottili rendono particolarmente difficoltoso affidarsi ai classici sistemi di rivelazione fumo, che corrono il rischio di attivarsi ripetutamente generando falsi allarmi. Questo rappresentava una sfida cruciale per il De Hompesche Molen, soprattutto durante le dimostrazioni operative. La polvere, accumulandosi progressivamente nelle intercapedini, negli angoli nascosti e sulle superfici non facilmente accessibili, può diventare un pericoloso detonatore silenzioso. Questo accumulo crea una condizione ideale per lo sviluppo di incendi latenti, che, rimanendo nascosti, possono propagarsi senza essere immediatamente rilevati. Per affrontare queste problematiche era necessario utilizzare un sistema altamente affidabile e una tecnologia che rispondesse in modo specifico alle esigenze della struttura. La soluzione proposta da Inim è stata l’adozione del sistema di rivelazione fumi ad aspirazione FA100, progettato appositamente per ambienti in cui era necessaria una rivelazione specifica. Il sistema, dotato di filtri anti-polvere e tecnologia di rivelazione avanzata, offre un’elevata tolleranza alle particelle sospese, garantendo al contempo una protezione reattiva e affidabile in caso di principi d’incendio. Questa installazione ha non solo migliorato la sicurezza del mulino, ma ha anche preservato il valore storico della struttura, assicurando che le dimostrazioni mensili e le visite turistiche potessero continuare senza interruzioni.

Partner tecnici di questo progetto

SmartSD, il distributore Inim per il BENELUX, ha fornito il supporto logistico, tecnico e commerciale per il successo del progetto.

Bob de Vries
Project Advisor

Collabora con SmartSD dal 2013 e segue da vicino i prodotti Fire & Safety.

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La tecnologia FA100, reazione misurata alle particelle

I rivelatori di fumo ad aspirazione con sistema ottico sono basati sull’effetto Tyndall, il rivelatore aspira in modo continuativo aria e la convoglia all’interno della camera di campionamento del dispositivo. Qui è presente una sorgente luminosa che illumina la camera di campionamento, un foto ricevitore punta sullo stesso volume ma, per via del design a labirinto della camera stessa, non riceve raggi emessi dalla sorgente luminosa. Eventuali particelle presenti all’interno della camera rifletteranno i fasci luminosi della sorgente deviandone una parte verso il ricevitore; il rilevamento di questi fasci luminosi determina la condizione di allarme.

Come è intuibile, il rivelatore di fumo ad aspirazione con un sistema ottico classico reagirà in maniera indiscriminata a qualsiasi tipo di particelle, siano esse del fumo, della polvere o del vapore. Il principio chiave della tecnologia si basa su due sorgenti luminose a diverse lunghezze d’onda, una sorgente nel campo degli infrarossi (luce rossa) ed una nel campo del visibile (luce blu); le due sorgenti vengono attivate alternativamente. Le particelle di diametro differente deflettono in maniera diversa le diverse frequenze, nello specifico le particelle di dimensione superiore al micron riflettono maggiormente la luce infrarossa e meno la luce blu; al contrario, le particelle di diametro inferiore al micron rifletteranno meno la luce infrarossa e di più la luce blu. Questa combinazione permette al rivelatore di discriminare tra particelle di diversa dimensione, permettendo al sistema di ignorare particelle più grandi, come la polvere di farina, che spesso causa falsi allarmi nei sistemi tradizionali.

L’analisi particellare del sistema FA100

Il diagramma al lato mostra la distribuzione del diametro delle particelle generate durante una combustione (nel caso specifico si tratta di combustibile liquido); si evince dal grafico che una combustione rilascia nell’aria delle particelle che hanno tipicamente un diametro di circa 0,2 µm. Analizzando il diametro dei vari agenti contaminanti che possiamo trovare nell’aria, se ne deduce che il fumo prodotto dalla combustione è costituito da particelle con un diametro inferiore ad un micron, mentre gli agenti contaminanti hanno dimensioni maggiori al micron. Questa combinazione permette al rivelatore di discriminare tra particelle di diversa dimensione, permettendo al sistema di ignorare particelle più grandi, come la polvere di farina, che spesso causano falsi allarmi nei sistemi tradizionali. Solo le particelle di fumo, tipicamente più piccole, attivano il sensore, rendendo il dispositivo FA100 altamente performante e adatto in luoghi in cui è necessario un elevato grado di sicurezza.
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